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I Costruttori delle Larse Megalitiche

Mura Pelasgiche

(guarda il video-racconto)

Chi ha costruito le innumerevoli larse megalitiche che tappezzano l’Italia centro-meridionale, con particolare concentrazione in Ciociaria? Ricordiamo le maggiori ad Alatri, Ferentino, Arpino, Atina, Anagni, Orbetello, Segni, Norma, San Felice Circeo, Alba Fucens…

Con le pubblicazioni Shardana e L’Età dell’Egitto Universale ero convinto di averne ricondotto la costruzione ai Sabini, giunti in Italia dopo la sconfitta nella battaglia di Megiddo (1470 a.C.). Come le altre tribù hyksos, i Sabini avevano subìto l’espulsione dall’Egitto nel 1550 a.C., fuggendo fino a Sarohana, in Palestina, e poi di nuovo nella Piana di Esdraelon, incalzati dal faraone Thutmose I. Sconfitti ancora, come già detto, a Megiddo – nel 1470 a.C. da Thutmose III – ogni tribù scelse la propria destinazione sulle coste mediterranee. Guidati da Salim Sabaot – che diede loro il nome –, i Sabini approdarono nell’Italia Centrale.

Intanto però il mondo baltico si apprestava a interferire col Mediterraneo. Nel 2193 a.C., gli Atlanti insediati nello Jutland, in Pomerania e nelle isole artiche furono sconfitti dagli Elleni. La caduta del meteorite di Saaremaa rallentò però le operazioni di conquista. Pressocché nello stesso momento, due flussi di Atlanti abbandonarono la propria terra natia, uno condotto da Dardano nella Finlandia Meridionale – allora chiamata “Asia” –, l’altro guidato da Enotrio nell’Italia Meridionale (Campania e Calabria). Quattro generazioni più tardi (intorno al 2070 a.C.) un terzo gruppo, che nel frattempo aveva atteso a Sjælland (l’allora Peloponneso), migrò nei Balcani, in Tessaglia, al seguito di Gelanore.

Dopo sei generazioni (intorno al 1890 a.C.) gli Atlanti di Tessaglia dovettero nuovamente spostarsi, incalzati dai locali. Parte di essi raggiunse Cresta e inaugurò la Civiltà Minoica; i rimanenti, guidati da Nana, attraccarono alla foce del Po, dove fondarono Spina. Da qui discesero nel Lazio, dove risiedettero stabilmente fino al 1250 a.C. L’ascesa degli Etruschi costrinse infine gli Atlanti a un viaggio di ritorno verso la Grecia, guidati stavolta da Maleo. Molti si stabilirono ad Atene, dove edificarono il muro di cinta intorno all’acropoli. Nel frattempo, in Grecia erano arrivati gli Elleni, migrati a sud per il repentino abbassamento delle temperature registrato nel 2000 a.C. (fine dell’Optimum Climatico). Invidiosi dell’abilità dei forestieri, inferociti per un torto subìto o memori della guerra baltica, gli Elleni massacrarono gli Atlanti. In seguito alla batosta, i sopravvissuti raggiunsero Larissa, Place e Scillace nell’Ellesponto, le isole di Samotracia, Imbro e Lemno nell’Egeo orientale, e la striscia di Gaza, mescolandosi qui ai Filistei. Essendo i Filistei una tribù hyksos, la fusione con gli Atlanti ha contribuito a confondere gli storici, che ne hanno fatto talvolta un “Popolo del Mare”.

Nel frattempo (alla fine del XIV secolo a.C.) i Siculi, insediati nel Lazio, furono sconfitti da una coalizione di Sabini e Atlanti, che li costrinse a fuggire a sud. (A fianco di Sabini e Atlanti c’erano gruppi di Aborigeni o Euganei venuti da Albalonga, sull’odierna isola di Öland.) Proprio i Siculi invasero le terre degli Enotri, ponendo fine alla loro cultura. Gli aggressori Siculi e i sopravvissuti Enotri costituirono nuove civiltà: gli Opici in Campania e gli Ausoni in Calabria. Altri Siculi raggiunsero la Trinacria e le diedero il proprio nome.

Considerato che gli Atlanti venivano detti “Pelasgi”, non può essere un caso che lo stile costruttivo delle larse fosse ancora registrato dai romani come “pelasgico”, mentre le mura dell’acropoli di Atene portano ancora oggi il nome di “mura pelasgiche”. Come gli Elleni in Grecia integrarono gli Achei (altra tribù hyksos), così gli Atlanti in Italia avrebbero potuto integrare i Sabini. Forse le due stirpi divennero una cosa sola, e così le larse sabine sarebbero un prodotto del loro comune ingegno.


Progetto “Saturnia Tellus” (in cerca di finanziatori)


Descrizione
Allegato B


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